Garlasco
Da vedere
Il teatro Martinetti, che sorge in via SS.Trinità, è un interessante esempio della tradizione imitativa dell’architettura dei teatri d’opera ottocenteschi. La facciata di evidente gusto classico è caratterizzata da timpano centrale, lesene e trabeazione di piani, mentre l’interno si sviluppa a pianta centrale sulla quale si prospettano il loggione e palchetti.
Il castello del paese, sorto su rovine di preesistenti fortilizi medievali, dal secolo XIV dovette assumere le forme proprie della tipologia castellana lombardo-viscontea, caratterizzata da organismo a corpo quadrangolare su corte e torri quadrate agli angoli. Tale appare la conformazione del torrione visibile alle spalle della piazza, l’unica parte originale del castello, accanto a pochi resti di fondamenta e ad un’altra piccola torre.
La piazza, progettata dall’architetto Angiolini nella seconda metà dell’ottocento e la chiesa parrocchiale, dedicata alla Beata Vergine Assunta ed a San Francesco, sorta su progetto dell’architetto Gerolamo Regina di Pavia a partire dal 1715, sono due luoghi importanti, visitabili nel centro di Garlasco. La facciata di quest’ultima, terminata nel 1831, è a due ordini sovrapposti, raccordati da volute e scanditi da quattro coppie di colonne doriche nella parte inferiore e due coppie di colonne corinzie nella superiore. All’interno, che si articola in tre navate, oltre all’altare maggiore, si contano altri cinque altari dedicati all’Addolorata, al S. Rosario, al S. Crocifisso, a S. Antonio da Padova ed al Suffragio. Tra le opere decorative di rilievo si segnalano antichi affreschi quattrocenteschi.
Il santuario Madonna della Bozzola, che sorge nell’omonima frazione, si lega ad una miracolosa apparizione della Vergine avvenuta nel 1462. La Madonna apparve ad una fanciulla che stava venerando un’ immagine mariana posta su di un piccolo tabernacolo. L’edificio fu eretto, nelle forme attuali, in quattro campagne costruttive che si snodarono attraverso i secoli. Il primo oratorio risale al ventennio compreso tra il 1462 ed il 1483 e lega la propria edificazione al prodigio sopra narrato. La facciata, innalzata e demolita con vicende alterne, vide la luce nelle forme attuali nel 1897 ed è oggi decorata da statue di terracotta dello scultore Pruvini di Milano.

