Settembre in lomellina


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Settembre a Mede

Mede

Il Palio


Il Palio dla Ciaramela viene istituito nel 1980 dal Centro Culturale Giuseppe Amisani, con lo scopo di interpretare la vera cultura e recuperare la tradizione. Da allora, la seconda domenica di settembre, a Mede, rivive questa manifestazione ricca di storia e di folclore che vuole ricordare i colori e le tradizioni della civiltà contadina.

Per l’occasione la città si divide in dieci rioni: la Roca Bianca, contrada dei maniscalchi, la piasa Giaretta, zona di lavoro di diversi artigiani, San Roc, quartiere del Mulino, San Barnardin, zona in cui sorgeva un’edicola campestre dedicata al santo, Al Gab, nome dialettale per la capitozza, pianta che offriva riparo ma anche legna, Al Busch, dove sorgeva uno stretto viottolo costeggiato da rovi, Al Marcanton, quartiere malfamato durante la dominazione spagnola, Al Cruson, che ricorda una croce eretta come ex voto dopo una pestilenze, Al Pasquà, che sorge sull’antico pascolo e Jangial, luogo dove sorgeva la chiesa degli Angeli, sede dei padri francescani.

Alle contrade il compito di riportare in piazza uno dei giochi più antichi della tradizione lomellina, che animava le aie delle cascine e le piazze abitate dai nostri nonni e bisnonni, il gioco dla ciaramela, appunto. Per giocare servono solo due bastoni: la ciaramela e il bac, ed un cappello: il capè, mentre la cà è la base di partenza. Il gioco si svolge tra due giocatori che si fronteggiano, ognuno deve lanciare la ciaramela usando il bac, mentre l’avversario deve cercare di prenderla nel cappello senza utilizzare le mani. Vince chi totalizza più punti, per calcolarli si conteggia la distanza della ciaramela dalla cà dell’avversario (misurata in bac).

La giornata della festa inizia in Comune con la consegna da parte del Sindaco del drappo all’alfiere e alla madrina, prosegue poi nella chiesa Parrocchiale per la messa e la benedizione. Per l’occasione in ogni quartiere si ricostruiscono angoli caratteristici e scene di vita che fanno riscoprire molti degli aspetti del periodo a cui la festa si richiama: gli anni tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900. Nel pomeriggio, invece, la sfilata storica riporta in vita i personaggi più significativi della società rurale lomellina. Si vedono così i carri con le mondine che intonano i canti delle risale, i contadini che si recano al campi con i loro attrezzi, i maniscalchi, i mugnai, gli arrotini, le ragazze con i vestiti eleganti della festa, cavalli, carrozze, buoi. Il corteo è accompagnato dagli sbandieratori, dalla Banda Città di Mede e dai Carabinieri a cavallo, nelle strade assiepate di folla proveniente anche da altri paesi.
La sfilata si conclude poi allo stadio Ugo Fantelli, per la grande sfida. La grande manifestazione folcloristico-popolare ha la sua conclusione in serata quando vincitori e vinti si ritrovano per chiudere insieme ed in amicizia la giornata di festa, in piazza, con un grande ballo e fuochi d’artificio.

Il gioco d’la ciaramela’ fa parte dal 1994 della Federazione Italiana Giochi e Sport Tradizionali (F.I.G.S.T. ), che raggruppa associazioni che operano per promuovere giochi e sport legati alle tradizioni di diverse parti d’Italia.

AlfiereGruppo sbandieratoriSfilata carrozzeStendardo PalioSfilataSfilataSfilataSfilata

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