Settembre a Mortara - Settembre in lomellina

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Settembre a Mortara

Mortara
Il Palio


La Sagra di Mortara nasce nel 1967 con l’intenzione di promuovere e rilanciare il territorio e le tradizioni mortaresi, a partire da quella agroalimentare, e nel corso degli anni ha anche contribuito a determinante a strutturare l’identità di una comunità non solo cittadina. Il Palio e la Sagra, diventati ormai un appuntamento irrinunciabile durante l’ultimo weekend di settembre, vogliono far rivivere i tempi d’oro della storia mortarese, quando la città è stata eletta a residenza di caccia dei duchi di Milano, in particolare Ludovico il Moro.

La festa inizia il sabato, con la tradizionale messa delle ore 18, a cui assistono i rappresentanti di tutte le contrade e in cui si benedisce il Palio, che consiste in un drappo. L’atmosfera entra nel vivo, però, la domenica, una giornata ricca di manifestazioni che attirano migliaia di visitatori da tutto il Nord Italia. Tra le più importanti sicuramente la sfilata in costume, che si snoda per le vie cittadine nel primo pomeriggio. Si tratta certamente di una delle più imponenti e suggestive della Lomellina, con i suoi oltre 500 figuranti. Le sette contrade in cui è divisa la città, e che rappresentano le principali corporazioni (la Torre per gli orafi, il Moro per i cacciatori, San Dionigi per i fornai, San Cassiano per i vignaioli, le Braide per i mugnai, Sant’Albino per i fiorai e il Dosso per i vasai) sono impegnate tutto l’anno per realizzare i costumi migliori, con un’attenzione quasi maniacale ai dettagli, per far rivivere  con la massima attenzione lo stile di vita della Mortara rinascimentale, insieme ad una “educazione alla sfilata” per ogni singolo figurante, a partire dai bambini. Dame, cortigiani, nobili al servizio dei signori e semplici popolani; sbandieratori, arcieri, le corporazioni delle arti e degli antichi mestieri. L’ordine di apparizione richiama quella che era la società dell’epoca, dai nullatenenti agli artigiani, dai notabili fino ai più stretti collaboratori degli Sforza. E poi, a chiudere il corteo, la corte che precede i due personaggi più importanti: Ludovico il Moro e Beatrice d’Este. Il percorso termina in piazza Monsignor Dughera, luogo di svaghi e di spettacoli messi in scena per intrattenere i Signori della città durante i loro soggiorni estivi a Mortara. Proprio qui si assegna anche il Palio, e quale gioco migliore per disputarsi il drappo se non il gioco dell’Oca.

Il tabellone assume qui, però, dimensioni imponenti, con pedine umane in rigoroso costume d’epoca. Ogni pedina avanza a seconda dei punti conquistati dall’arciere della propria contrada, che si muove con lo scopo di raggiungere la fatidica casella 63. Sul percorso, però, non mancano gli ostacoli che caratterizzano il tradizionale gioco da tavolo.

Altro importantissimo appuntamento della Sagra è la Mostra del Palmipede, evento unico nel suo genere, che vede in esposizione oltre 300 esemplari di oche e anatre provenienti da tutto il mondo. Al di là dell’aspetto scenografico, la Mostra rappresenta l’evento clou di tutto il mondo che ruota attorno alla migliore norcineria italiana, a partire dagli allevatori che proprio a casa nostra crescono alcune tra le razze più apprezzate e pregiate, tra anatre e oche ornamentali o da carne.

 
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