Robbio
Il Palio
Simbolo di Robbio è stato negli ultimi decenni il famoso “Urmon”, un maestoso olmo secolare che faceva bella mostra di sé davanti al sagrato della chiesa, pare ultimo reduce di un grande filare di alberi delle stesse dimensioni. Anche l’Urmon, diventato ormai caro ai robbiesi, fu abbattuto nel 1983 a causa di un parassita, ma la memoria del famoso albero è rimasta viva nel cuore della popolazione, tanto che due anni dopo un gruppo di persone ha deciso di riunirsi per dedicargli una manifestazione. Nasce così nel 1985 il Palio dl’Urmon, che è ormai diventato una tradizione irrinunciabile per i robbiesi. Grazie allo zelo di queste persone, la città fu divisa in otto rioni che ogni anno si contendono in piazza l’ambito palio, una coppa in metallo il cui design ricorda un albero stilizzato. Per la scelta delle contrade si è tornati alle antiche tradizioni e si sono riscoperte le antiche caratteristiche di ogni zona della città.
Troviamo così il Castello e la Torre, sedi degli omonimi monumenti e zone dalla nobile tradizione, il Mulin, sede dell’antica macina, la Campagnola, fino a pochi anni fa area essenzialmente agricola, il Ciot, rione degli zingari, il Muron, dove sorgevano le coltivazioni di gelsi (in dialetto Muron, appunto) usati per l’allevamento del baco da seta, la Piana, zona dove sorgevano ampie distese erbose, e il Canton Balin, il rione della piazza e del mercato, dove un tempo sorgeva l’omonimo teatro.
L’appuntamento con la festa è ogni ultima settimana di agosto. Il palio si apre l’ultima domenica di agosto, con la cerimonia dell’accensione della fiaccola, poi per tutta la settimana i rioni si danno battaglia in una serie di giochi, per lo più appartenenti alla tradizione contadina, come la bandiera e il taglio del bicc, ma non mancano nemmeno le competizioni più “tecnologiche”, come il musichiere. Il punteggio nei giochi permette ai rioni di guadagnare punti nella griglia di partenza per la competizione finale, la corsa con le carriole. Per tutta la settimana si susseguono anche manifestazioni culturali e di intrattenimento, come sfilate di moda, mostre fotografiche o la grande festa per il capodanno dei “loc ad robi”, che festeggiano il 31 agosto.
La prima domenica di settembre ha invece luogo la gara finale. La giornata si apre con la messa e la benedizione dei gonfaloni e procede con la sfilata in costume, nel corso della quale ogni contrada cerca di rappresentare al meglio la particolarità che la caratterizza: si tratta quindi di un corteo molto eterogeneo, nel quale si vedono sfilare i nobili, ma anche le mondine e i contadini al rientro dai campi, i mugnai accanto agli zingari, i commercianti e le dame dai costumi che rievocano la dominazione spagnola. La festa si conclude con la spettacolare corsa delle carriole.
Per ogni rione partecipano tre atleti, che hanno il compito di spingere una carriola con un sacco di sabbia (per un peso totale di 100 kg) lungo un percorso di un chilometro, reso ancor più difficoltoso dal porfido che lastrica alcune vie. Il primo a tagliare il traguardo si porta a casa la coppa.





