Settembre in lomellina


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Settembre a Garlasco

Garlasco

La storia


Situato al centro della Lomellina, Garlasco è una cittadina di circa 10.000 abitanti che si sviluppa attorno alla centrale piazza della Repubblica, caratterizzata da un complesso porticato di architettura unitario costruito nell’ottocento, chiusa alle spalle dai resti del castello che si allungano fino al nuovo centro sportivo. Un tempo paese prettamente agricolo, oggi trova la sua principale attività economica nel commercio e nella piccola industria.

Il toponimo Garlasco sembra di derivazione celtica (Kerleski, ossia villaggio dell’incinerazione). Questa ipotesi, che vincola l’origine del toponimo alla presenza di popolazioni celtiche sul territorio di Garlasco, sembra confermata dal ritrovamento, poco lontano dal paese, di una vasta necropoli gallica, cui sarebbe connessa l’esistenza del vicus di Antona. Il susseguirsi degli insediamenti nel territorio di Garlasco rispecchia quello generale verificatosi in area padana ed in Lomellina in particolare. Nell’area circostante Garlasco, su un primo stanziamento ligure, si è successivamente innestato un ceppo celtico - gallico, cui subentrò la dominazione romana. Anche Garlasco subì lo sconvolgimento provocato dalle invasioni barbariche con il lungo predominio longobardo a partire dalla seconda metà del VI secolo, cui seguì l’egemonia franca dall’ultimo quarto del secolo VIII. L’avvicendarsi di queste dominazioni non è confortato da fonti documentarie, ma da importanti e recenti rinvenimenti archeologici. Il primo documento che faccia riferimento a Garlasco si colloca invece nel 909; si tratta del diploma con cui Berengario I donò ad Ageverto, arciprete di San
Giovanni in Domnarum in Pavia, molti possedimenti della città. Segue il diploma datato 981, con cui l’imperatore Ottone II, figlio di Ottone I di Sassonia e di Adelaide di Borgogna, assegnò al monastero di San Salvatore di Pavia Garlasco e tutto il territorio circostante.

Nei secoli successivi il borgo fu al centro di numerose contese territoriali fra milanesi e pavesi, durante le quali esso venne attaccato, quale imprescindibile roccaforte della strategia militare pavese, e più volte devastato. Nel 1436 il borgo, in possesso dei Visconti, fu dato in feudo alla nobile famiglia dei Castiglioni, che manterrà la reggenza fino al 1797. La caduta della signoria dei Castiglioni fu determinata dai rivolgimenti politici che sconvolsero l’Italia alla fine del XVIII secolo, collegati all’avvento della dominazione napoleonica. Con la fine del Regno d’Italia, la città non subì la dominazione austriaca, ma divenne parte del Regno sardo - piemontese. Da questo momento in poi la città intrecciò le sue vicende storiche a quelle del resto della Penisola.

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