Mede
La storia
L’origine del nome Mede trova gli storici poco concordi: potrebbe derivare da “ad medias”, per la sua posizione, o dal nome del capitano dei galli insubri Medo, o dal celtico Med, che significa campagna fertile. I primi abitatori della zona sono infatti i Levi e le tribù celtiche di stirpe ligure, i cui insediamenti risalgono circa al 1000 a.C.
Nel 223 a.C. i romani invadono la Lomellina, che diventa provincia solo un secolo dopo. Mede viene convertita al Cristianesimo da San Marziano, vescovo di Tortona, nel 75 d.c. Dopo il crollo dell’impero romano, la zona viene invasa dai vari barbari, tra cui i Burgundi e i Longobardi. Questi ultimi eleggono la vicina Lomello a residenza regale e Mede gode di una relativa tranquillità e benessere. Nel 990 appaiono in Lomellina i Conti Palatini. Il feudo Comune di Mede è “signoria e contea di alto nome” e per secoli varie famiglie se ne dividono contemporaneamente il possesso senza combattersi. Nel XV secolo il riso è già coltivato nella zona. Nello stesso periodo la Lomellina passa dal dominio degli Sforza a quello dei francesi che, insieme a veneziani e tedeschi, rinnovano le distruzioni. A questi segue la dominazione spagnola, di cui a Mede si conserva ancora traccia nella toponomastica con la via del Malcantone.
In quel periodo tristissimo si aggiungono alle guerre le frequenti epidemie, tra le più devastanti quelle del 1566 e del 1630. Nel 1706, grazie al principe Eugenio, che ha alle sue dipendenze come Tenente Generale del Genio il concittadino dott. ing. Sesti, cessa la signoria spagnola e subentra quella austriaca. Nel 1707 l’Austria consegna la Lomellina ai Savoia, che regnano fino alla discesa di Napoleone. Gli anni peggiori per la città si vivono durante la successiva invasione degli austro-russi, che devastano le campagne e saccheggiano le case, al punto che la carestia raggiunge punte mai toccate. Agli inizi dell’800 la popolazione di Mede è di circa 3000 persone ed il paese viene considerato di buona importanza, anchese eminentemente agricolo.
Agli inizi del XX secolo comincia ad affermarsi una nuova categoria di artigiani e commercianti e alcuni concittadini salgono all’onore delle cronache. Nel 1905 Felice Bialetti viene premiato con la medaglia d’oro a Venezia per la sua scultura “Pensiero Dominante”, acquistata poi dal Ministero per la Galleria d’Arte Moderna di Roma.
Nel 1912 Giuseppe Amisani ritrae la grande attrice Lydia Borrelli. Nel 1926 Regina Cassolo esegue le sue prime sculture d’avanguardia in lastra di rame, nel 1933 partecipa al movimento futurista e nel 1934 firma il manifesto tecnico dell’aeroplastica futurista. Mede ricopre poi un ruolo molto importante durante la Resistenza. I cittadini si organizzano, infatti, per boicottare le operazioni della “Todt”, organizzazione tedesca paramilitare di stanza in città, mentre si costituisce una importante organizzazione clandestina che aiuta i prigionieri alleati e le famiglie ebree a fuggire, soprattutto in Svizzera. Mede è il primo paese lomellino ad essere liberato dagli alleati.